pagamento in contrassegno

Il pagamento in contrassegno è tornato protagonista nell'e-commerce italiano: sempre più negozi online lo reintroducono per venire incontro ai clienti meno avvezzi ai pagamenti digitali. Ma cosa significa pagare in contrassegno, come funziona e — soprattutto — può costare di più? Questa guida risponde a tutte le domande, normativa Antitrust inclusa.

Cosa significa pagamento in contrassegno?

Il pagamento in contrassegno è una modalità di pagamento in cui il cliente salda l'importo dovuto direttamente al corriere al momento della consegna, e non in fase di ordine. Il termine "contrassegno" indica che la merce è trattenuta dallo spedizioniere fino al ricevimento del denaro: solo dopo aver incassato la somma, il corriere consegna il pacco.

Fino a qualche anno fa questa modalità era quasi scomparsa, soppiantata da carte di credito e PayPal. Negli ultimi tempi, però, molti rivenditori online — soprattutto in Italia — l'hanno reintrodotta per intercettare una fascia di acquirenti ancora diffidente nei confronti dei pagamenti anticipati sul web.

Come funziona il pagamento in contrassegno

Il meccanismo degli acquisti online con pagamento in contrassegno coinvolge tre soggetti:

  • Il venditore, che spedisce la merce senza ricevere il denaro in anticipo.
  • Il corriere, che consegna il pacco e incassa la somma per conto del venditore.
  • L'acquirente, che paga solo alla ricezione della merce.

Esistono due modalità di saldo al corriere:

  1. Contanti: la forma più diffusa. Il cliente consegna il denaro al corriere al momento della consegna.
  2. Carta di credito o app di pagamento: alcuni corrieri sono dotati di POS. È una soluzione ancora poco comune, ma presente soprattutto nei servizi di spesa a domicilio.

Se il pagamento avviene con carta, il venditore riceve i fondi quasi immediatamente. Con il contrassegno in contanti, invece, il corriere deve prima incassare il denaro dall'acquirente e poi trasferirlo al venditore: questo passaggio aggiuntivo è una delle ragioni principali dei costi extra applicati a questa modalità.

Quanto costa il pagamento in contrassegno?

Il costo del contrassegno è una delle domande più frequenti di chi acquista online. La risposta dipende dal venditore e dal corriere utilizzato, ma il principio di fondo è sempre lo stesso: il servizio di gestione del contante da parte dello spedizioniere ha un costo, che nella maggior parte dei casi viene trasferito all'acquirente.

Le spese di contrassegno si presentano in due forme:

  • Commissione esplicita: indicata chiaramente al checkout come voce separata (es. "supplemento contrassegno: 3,90 €").
  • Costo nascosto: il prezzo finale risulta superiore a quello di listino senza che la differenza sia chiaramente etichettata. Questa pratica è scorretta e potenzialmente sanzionabile.

Anche Poste Italiane applica maggiorazioni per i pagamenti in contrassegno, con limiti di importo fissati a 1.030 € per spedizioni ordinarie e 999 € per pacchi celeri. Questi limiti hanno natura essenzialmente fiscale e non rappresentano una tutela per il consumatore.

Come controllare i costi: avanza fino al checkout e confronta il prezzo iniziale con quello finale. Se la differenza non è spiegata da una voce esplicita, valuta un metodo di pagamento alternativo o contatta il venditore.

Il sovrapprezzo sul contrassegno è legale?

Questa è la questione più delicata. La risposta dipende da come il costo viene applicato e comunicato.

La Direttiva Europea 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, recepita in Italia nel Codice del Consumo, stabilisce all'art. 62 che il venditore non può applicare un sovrapprezzo per l'utilizzo di un determinato strumento di pagamento superiore ai costi effettivamente sostenuti. Nel 2016, l'AGCM (Antitrust) ha sanzionato Norwegian Airlines e Blue Air — rispettivamente con 250.000 € e 300.000 € — per aver applicato sovrapprezzi su pagamenti diversi dalla carta di credito, inclusi i bonifici bancari. Nel 2017 ha sanzionato 5 distributori di energia per lo stesso motivo.

Il punto controverso riguarda proprio il contrassegno: alcuni giuristi ed economisti sostengono che il contrassegno non rientri nella definizione tecnica di "strumento di pagamento" ai sensi della Direttiva, e che pertanto l'art. 62 del Codice del Consumo non sia applicabile. Il dibattito interpretativo è ancora aperto.

In pratica, questo significa che alcuni operatori potrebbero continuare ad applicare sovrapprezzi per il pagamento in contrassegno senza incorrere in sanzioni dirette, almeno fino a una pronuncia definitiva. La soluzione più equa, e quella a cui i rivenditori più trasparenti si stanno orientando, è negoziare tariffe più basse con i corrieri per assorbire il costo senza scaricarlo sul cliente.

Acquistare in contrassegno: vantaggi e svantaggi

Vantaggi per l'acquirente

  • Si paga solo alla ricezione della merce.
  • Non richiede carta di credito o conto PayPal.
  • Ideale per chi ha poca fiducia nei pagamenti online.
  • Riduce il rischio di frodi in fase di ordine.

Svantaggi da considerare

  • Spesso prevede un costo aggiuntivo rispetto ad altri metodi.
  • Richiede di avere contanti disponibili alla consegna.
  • Tempi di rimborso più lunghi in caso di reso.
  • Non tutti i siti e-commerce lo offrono.

Siti dove pagare in contrassegno: come trovarli

Non tutti i negozi online offrono questa modalità. Per trovare siti dove pagare in contrassegno, il modo più rapido è verificare la sezione "Metodi di pagamento" o avanzare fino al checkout: se il contrassegno è disponibile, apparirà tra le opzioni di pagamento prima della conferma dell'ordine.

Chi gestisce un e-commerce su PrestaShop può abilitare il modulo di pagamento in contrassegno direttamente dal back-office, nella sezione Moduli. Il modulo nativo di PrestaShop per il contrassegno permette di configurare il costo aggiuntivo da applicare e di mostrarlo in modo trasparente al cliente durante il checkout.

Pagamento in contrassegno e vendita online: cosa deve fare il venditore

Se offri la vendita in contrassegno nel tuo e-commerce, segui queste buone pratiche per restare in regola e mantenere la fiducia del cliente:

  • Mostra il costo in modo esplicito: evidenzia il supplemento come voce separata nel riepilogo d'ordine, mai come aumento silenzioso del prezzo.
  • Negozia le tariffe con il corriere: la concorrenza tra vettori è alta — valuta più preventivi per ridurre il costo del servizio e offrire il contrassegno a condizioni più competitive.
  • Aggiorna le condizioni generali di vendita: includi una sezione specifica che descriva modalità, costi e limiti del pagamento in contrassegno.
  • Monitora la normativa: l'interpretazione dell'art. 62 del Codice del Consumo in relazione al contrassegno è ancora in evoluzione.

Domande frequenti sul pagamento in contrassegno

Cosa significa "pagare in contrassegno"?

Significa pagare il corriere in contanti (o talvolta con carta) al momento della consegna del pacco, anziché anticipare il pagamento online al momento dell'ordine.

Il pagamento in contrassegno può costare di più?

Sì. La maggior parte dei corrieri applica un supplemento per la gestione del contante, che molti venditori trasferiscono al cliente. L'importo varia, ma è sempre dovuto essere indicato chiaramente prima della conferma dell'ordine.

Comprare in contrassegno è sicuro?

Per l'acquirente è una delle modalità più sicure, perché il pagamento avviene solo alla ricezione della merce. Il rischio principale è non avere il denaro contante disponibile al momento della consegna.

Tutti i corrieri accettano il contrassegno?

No. Il servizio deve essere attivato dal venditore con il proprio corriere. Poste Italiane lo offre con limiti di importo (1.030 € per spedizioni ordinarie); altri vettori applicano politiche diverse.

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