Negli ultimi mesi, anche strumenti italiani come SEOZoom hanno segnalato che Google sta modificando il modo in cui presenta i risultati di ricerca, spostandosi verso risposte sintetiche integrate piuttosto che una semplice lista di link. Allo stesso tempo, studi condotti da Semrush mostrano che la percentuale di query che attivano i “riassunti AI” (AI Overviews) è in rapida crescita, passando da circa 6 % a oltre 13 % in pochi mesi, e che queste modifiche influenzano profondamente il traffico organico e i tassi di clic.

Ai Overview

Cosa significa tutto ciò, nel dettaglio? Nell’articolo che segue esploreremo come Google genera queste risposte, quali rischi e opportunità comportano e come puoi adattare le tue strategie SEO per restare visibile anche nell’era dei risultati sintetici.

In questo articolo esploreremo:

  • Che cosa sono i “risultati sintetici” / AI Overviews di Google
  • Qual è la situazione italiana, con esempi e osservazioni
  • Quali sono gli impatti per i siti e le campagne SEO
  • Strategie concrete per sopravvivere e prosperare nell’era dei risultati sintetici

1. Cosa sono i “risultati sintetici” / AI Overviews (Google)

  • Un AI Overview è un riassunto generato da modelli di AI (ad esempio Google Gemini) che Google posiziona in cima alla SERP per certe query, presentando una risposta sintetica con riferimenti a fonti utili.
  • A differenza di un “featured snippet” classico (che estrae un passaggio di testo da una singola pagina), un AI Overview cerca di consolidare informazioni da più fonti per dare una visione unificata. 
  • Google sta gradualmente estendendo l’uso di questi riassunti in numerosi paesi, inclusa l’Italia.
  • Spesso le query per le quali appare un AI Overview sono quelle a intento informativo (definizioni, spiegazioni, confronti). Secondo Semrush, circa l’88,1% delle query che attivano AI Overviews sono informative.
  • La quota di query che mostrano AI Overviews è in forte crescita: a marzo 2025, ~13,14% delle query analizzate da Semrush attivavano tale funzione (era ~6,5% a inizio anno).

Fonte: Semrush

2. Lo stato nel mercato italiano: cosa osserviamo

  • In Italia, l’introduzione degli AI Overviews è relativamente recente ma avviata: alcuni siti e specialisti SEO già segnalano variazioni nel traffico, specialmente per contenuti informativi.
  • DeepSEO nota che gli AI Overviews italiani attualmente forniscono primariamente testo riassuntivo, quindi elementi difficili da sintetizzare (grafici, tabelle, storytelling, casi studio) possono diventare punto di differenziazione per il sito originale.
  • Calton suggerisce che per brand locali/franchising, l’AI Overview modifica il customer journey: l’utente potrebbe ottenere già la risposta nella SERP e non cliccare ulteriormente.
  • In Italia, per i contenuti verticali e specialistici sembra esserci una resistenza maggiore: i siti che offrono valore aggiunto e profondità (contenuti tecnici, dati esclusivi, analisi) sembrano reggere meglio rispetto ai contenuti più generici che rischiano di essere “ricapitolati” dall’AI. Questo nelle osservazioni raccolte nelle comunità SEO e blog nazionali, ma a mio avviso premature e non affidabili.  

3. Impatti e rischi per i siti / campagne SEO

Ecco i principali effetti che diverse analisi indicano come osservabili (o potenziali):

Impatto / rischio Dettaglio / evidenze Note italiane possibili
Riduzione del traffico organico Cali medi stimati del 15–25% dei clic sulle query che attivano AI Overviews. Portali informativi e generalisti potenzialmente più esposti.
Calo del CTR anche a posizioni alte Parte della risposta è già fornita nel riassunto AI, che “ruba” clic ai risultati organici. Ranking stabile ma traffico in flessione su query informative.
Aumento degli “zero-click” L’utente ottiene la soluzione direttamente in SERP e non visita siti esterni. Fenomeno più marcato su ricerche di base e domande rapide.
Favoritismo verso fonti autorevoli I modelli AI tendono a citare brand e siti con alta autorità consolidata. Siti emergenti devono puntare su nicchie e segnali di credibilità.
Maggiore complessità di misurazione I KPI classici non bastano: servono metriche su visibilità/citazioni nei riassunti AI. Integrare analytics con tracciamenti e tool “AI-centric”.
Rischi legali e di attribuzione Uso dei contenuti nei riassunti AI senza clic e con attribuzione non sempre chiara. Possibili sviluppi regolatori/antitrust anche a livello UE e nazionale.

4. Strategie per sopravvivere e “far emergere” il tuo sito

Non è (ancora) il momento di arrendersi: ci sono approcci e tattiche che possono aiutare. Ecco una serie di suggerimenti concreti:

a) Struttura il contenuto per “leggibilità automatica”

  • Usa intestazioni chiare (H2, H3) con domande + risposte brevi.
  • Inserisci blocchi riassuntivi (bullet, tabelle).
  • Utilizza markup strutturati (schema, FAQ, Q&A) per aiutare l’AI a “capire” meglio il contenuto.
  • Decoupage modulare (porzioni del testo che sono “unità autonome”) che l’AI può citare come snippet.
  • Mantieni chiarezza e coerenza semantica (parole chiave, sinonimi, contesto).

b) Aggiungi valore che l’AI non può sintetizzare bene

  • Grafici, visualizzazioni, tabelle interattive, contenuti multimediali.
  • Casi studio originali, dati proprietari e ricerche uniche.
  • Analisi approfondite, comparazioni, insight esperienziali.
  • Contenuti che richiedono “leggere tra le righe” o contesto, che non si capiscono con poche frasi.

c) Rafforza l’autorità e i segnali esterni

  • Ottenere backlink da fonti affidabili (testate, blog autorevoli).
  • Citazioni (“mentions”) da siti influenti. Coerenza di brand e presenza sociale: un sito “riconosciuto” ha più chances di essere considerato attendibile.
  • Contenuti con firme autoriali, biografie dell’autore, credenziali.

d) Puntare su query “fuori dal coro” / nicchie verticali

  • Concentrarsi su query meno generiche, più lunghe e specialistiche.
  • Individuare domande con bassa competizione che l’AI non copre bene.
  • Differenziare il proprio topic con approccio unico, angle particolare.

e) Monitoraggio AI-centric: “visibilità in AI Overviews”

  • Strumenti che mostrano se il tuo contenuto è citato nei riassunti AI (alcuni tool SEO avanzati stanno integrando questa funzione).
  • Analizzare le query che attivano AI Overviews nel tuo settore, e vedere se i tuoi contenuti sono candidati.
  • Test A/B: modificare piccoli elementi del contenuto per vedere se l’AI “lo preferisce” (titolo, struttura, parole chiave).

f) Diversificazione del traffico

  • Fare affidamento non solo su Google: newsletter, social media, community, traffico diretto.
  • Creare asset “owned” (strumenti, API, micrositi) che attraggono utenti.
  • Esperienze utenti che incentivano il ritorno (newsletter, login, area membri, contenuti esclusivi).

g) Adottare GEO / AEO (Generative Engine Optimization / Answer Engine Optimization)

  • Ottimizzare pensando non solo al motore tradizionale, ma a come i modelli AI potrebbero “rispondere” al contenuto. (fonte).
  • Creare cluster di contenuti correlati, domande collegate, collegamenti interni forti.
  • Lavorare affinché l’AI “veda” il tuo contenuto come parte di un ecosistema informativo coerente.

5. Esempi / simulazioni (italiani / teorici)

Esempio ipotetico
Query: “come funziona l’intelligenza artificiale nel marketing”

Google potrebbe offrire un AI Overview che sintetizza i concetti base: definizione, vantaggi, rischi, tendenze. All’interno del riassunto potrà citare fonti (es. blog autorevoli). Se il tuo articolo ha una sezione molto chiara “Cos’è l’IA nel marketing (definizione)”, l’AI potrebbe estrarre quel passaggio. Ma se il tuo articolo ha anche casi studio italiani, dati originali, grafici, commenti degli esperti, l’utente interessato approfondirà cliccando. In realtà cosa comunque rara.

Comparazione contenuto “generico” vs “ricco”

Un articolo che spiega in astratto cosa è l’IA può essere facilmente “assorbito” nel riassunto. Un altro che include esempi italiani, esperienze locali, interviste, non verrà “compresso” così facilmente e resta valorizzato.

Situazione locale

In Italia, osservazioni spontanee suggeriscono che siti di nicchia o verticali mantengono una visibilità più stabile rispetto ai grandi portali generalisti, che stanno registrando una perdita percentuale di traffico informativo.

Tuttavia, a parere mio è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive: le AI Overviews sono attive da troppo poco tempo in Italia e in Europa per fornire un panorama realmente affidabile. Inoltre, il contesto demografico e culturale gioca un ruolo rilevante: una popolazione mediamente più anziana e meno tecnologica, come quella italiana, può inizialmente frenare gli effetti del cambiamento. Ciononostante, il rischio concreto è che, seguendo la traiettoria già osservata negli Stati Uniti, anche nel nostro Paese il calo delle ricerche web tradizionali diventi molto significativo, potenzialmente superiore al 35%.

6. Le campagne SEO hanno ancora senso, anche nell’era dei risultati sintetici?

Certamente sì. Anche se Google si sta trasformando - privilegiando risposte AI sintetiche, riducendo il numero di clic verso i siti web e modificando radicalmente la visibilità organica - le campagne SEO non diventano obsolete, ma evolvono. Secondo Semrush, i visitatori generati da ricerche AI tendono ad avere un valore molto superiore rispetto al traffico organico tradizionale, grazie a una maggiore “qualità” del contatto.

Allo stesso modo, risorse come SEOZoom notano che il panorama delle SERP sta cambiando, ma che le metriche chiave di traffico e analisi competitive rimangono strumenti utili per chi sa adattarsi.

In altre parole: non si tratta di abbandonare la SEO, ma di trasformarla, integrando nuove strategie per apparire nei riassunti AI, consolidare l’autorità del brand e puntare su contenuti che valga la pena “cliccare”.

7. Conclusione: verso un SEO che convive con l’AI

Stiamo entrando in un’epoca in cui Google non è solo motore di ricerca, ma anche motore di risposta. I contenuti non competono solo per ranking, ma per essere “citatI” dall’AI. Il punto non è combattere l’AI, ma capire come dialogare con essa: offrire valore che non può essere ridotto in poche frasi, strutturare il contenuto per essere “leggibile” dalle macchine, costruire credibilità e autorità che l’AI riconosce.

Il SEO inteso come semplice generatore di visite non targhettizzate, ottenute puntando su chiavi di ricerca troppo generiche, può ormai considerarsi morto. 

E non è affatto una cattiva notizia: significa avere meno frequenze di rimbalzo dovute a clic poco pertinenti rispetto ai nostri contenuti o prodotti. In fondo, non è mai stato importante quante visite riceva un e-commerce, ma quante di esse si traducano in reali conversioni.

Dove l’impatto delle AI - e in particolare degli AI Overviews di Google - è davvero pesante, è per chi monetizza tramite contenuti informativi di basso valore: blog che vivono di spazi pubblicitari e che riempiono il web di articoli interminabili su attività banali, come “Scopriamo come salvare un documento in PDF”. Per questo genere di contenuti i giorni sono ormai contati, già fortemente penalizzati dalla crescita dei social e oggi messi definitivamente in crisi dalle risposte sintetiche dell’intelligenza artificiale.

Diverso il discorso per e-commerce e attività professionali che usano il web per promuovere i propri prodotti e servizi: qui l’impatto sarà più contenuto e si tradurrà principalmente in un ridimensionamento delle metriche SEO e dei dati statistici.

In pratica, serviranno piccoli aggiustamenti strategici, ma non una rivoluzione.

Autore: Loris Modena

Loris Modnea

SENIOR DEVELOPER

Per Ind Loris Modena titolare di Arte e Informatica, inizia a lavorare nel settore informatico nel 1989 quale sistemista addetto alla manutenzione e installazione di sistemi informatici. Inizia a programmare per il web nel 1997 occupandosi di programmazione CGI in PERL e successivamente passando alla programmazione in PHP e JavaScript. In questo periodo si avvicina al mondo Open source e alla gestione di server Linux. 

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