In questi giorni molte aziende ricevono la richiesta da parte dei fornitori del "CODICE DESTINATARIO" o "CODICE SDI" oppure "CODICE INTERSCAMBIO", ogni fornitore usa la sua terminologia e/o la PEC (posta elettronica certificata) necessari per l’indirizzamento a mezzo codice SDI (Sistema di Interscambio) delle fatture emesse dal fornitore.

Codice SDI a cosa serve?

Di seguito un esempio di comunicazione di un noto provider italiano:

“Ti invitiamo a fornirci il CODICE DESTINATARIO (codice rilasciato dall’Agenzia delle Entrate) e/o la PEC (posta elettronica certificata) scelti per l’indirizzamento a mezzo SDI (Sistema di Interscambio) delle fatture elettroniche emesse da Fastweb; nel caso in cui verrà fornito il CODICE DESTINATARIO unitamente ad una PEC, nel tracciato della FATTURA ELETTRONICA indicheremo prioritariamente il CODICE DESTINATARIO.”

COS’È IL CODICE DESTINATARIO? VA RICHIESTO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE? 

Si tratta in realtà del CODICE INTERMEDIARIO (un tempo denominato Codice Univoco) che viene rilasciato su richiesta nel caso venga delegato, appunto un intermediario, alla gestione della fatturazione elettronica. Dunque nel caso sottoscriviate un servizio di conservazione sostitutiva con Aruba, Register.it, keliweb.it, 2cSolution, infocert, ecc.. riceverete il vostro CODICE INTERMEDIARIOun identificativo di 7 -  da comunicare ai vostri fornitori. Infatti solo i soggetti titolari di un canale di trasmissione già accreditato presso il Sistema di Interscambio per ricevere le fatture elettroniche, potranno richiederlo. 

Note: anche la conservazione sostitutiva gratuita dell'Agenzia delle Entrate - Fatture e Corrispettivi -ci permette di avere un nostro CODICE DESTINATARIOhttps://bit.ly/2Cir4Vq

Sottoscrivere un sistema per la conservazione sostitutiva è praticamente obbligatorio se si vuole evitare di inviare e archiviare le nostre fatture manualmente e gratuitamente sul sistema dell’Agenzia delle Entrate, da tenere presente che la scadenza per l’archiviazione delle fatture è entro il terzo mese successivo alla data della prevista spedizione della dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento. Dal 2018 la scadenza per la conservazione dovrebbe essere 31/12/2019 poiché la scadenza per UNICO/19 dovrebbe essere 30/9/2019.

La PEC è comunque sufficiente. Per verificare la nostra PEC o trovare quella di un nostro cliente possiamo utilizzare il servizio InfoPec al seguente indirizzo: https://www.inipec.gov.it/cerca-pec

È NECESSARIO CHIEDERE AI NOSTRI CLIENTI LA PEC O IL CODICE DESTINATARIO?

Si, va richiesta a tutti i nostri clienti, in quanto la fatturazione elettronica sarà obbligatoria tra privati a partire dall’1° gennaio 2019. Per i privati (senza partita IVA) si indicheranno 7 zeri come CODICE DESTINATARIO. Purtroppo, ci sono ancora molte incognite, in pochi sono realmente pronti tra cui Fattura24 e Smarty.

SE UN CLIENTE MI FORNISCE SIA LA PEC CHE IL CODICE DESTINATARIO SDI, QUALE DOVRÒ USARE IN FATTURA?

La prevalenza è sempre del codice destinatario SDI. Il campo PEC è da inserire nella fattura XML solo e solamente se il valore di Codice Destinatario è uguale a ‘0000000’. Ottenere comunque la PEC dal nostro cliente è utile per sollecitare alla scadenza i pagamenti o per qualsiasi comunicazione simile.

codice univoco aruba dove si trova

Il codice destinatario SDI di Aruba è identico per tutti coloro che hanno sottoscritto il servizio con il provider. Il codice univoco è visibile andando in "Configurazione > Dati ricezione" ed è KRRH6B9

codice univoco privati

Come già accennato se la fattura è verso un privato, quale è il codice destinatario SDI che devo usare? Semplicemente nella fattura indicheremo il Codice Fiscale del cliente privato e come SDI: ‘0000000’ (7 zeri).

Scopri Fattura 24
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Verifica codice univoco

La ricerca del codice univoco, non è necessaria, come vedremo in seguito se non siamo a conoscenza del SDI e della PEC del destinatario possiamo omettere il dato nell'emissione della fattura elettronica. Quindi nel dubbio consiglio di non inserire il dato. Può essere utile comunque la seguente tabella con l'elenco. Infatti si tratta di codice univoco per moti servizi, se siete clienti Aruba il vostro codice sarà sempre KRRH6B9, mentre per i clienti TeamSystem il codice univoco è M5UXCR1

Elenco Intermediari SDI
ProviderCodice Univoco
ARUBAKRRH6B9
PASSEPARTOUT5RUO82D
TEAMSYSTEMM5UXCR1
ZUCCHETTISUBM70N
REGISTERPZIJH2V
BUFFETTIBA6ET11
INFOCERTXL13LG4
FATTURA24SZLUBAI
Fattura Elettronica APPN92GLON
Ready ProSN4CSRI
È obbligatorio il codice destinatario per la fatturazione elettronica?

No, non è obbligatorio, nell'emissione della fattura è sufficiente indicare la Partita IVA, la fattura arriverà comunque nel cassetto fiscale del cliente.

L'indirizzamento delle fatture elettroniche si ha attraverso l'indicazione corretta della partita IVA o del codice fiscale del cessionario/committente. Riportare l'indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) del destinatario o il codice destinatario sono delle informazioni particolarmente utili per recapitare le fatture elettroniche ai destinatari. Tuttavia, in mancanza di queste informazioni, le fatture vengono comunque depositate nell'ambito dell'apposita area dei destinatari, accessibile tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate sezione "Fatture e Corrispettivi". Il Sistema di Interscambio richiede infatti che la partita IVA se riportata, e il codice fiscale, siano regolarmente presenti in anagrafe e, una volta controllati i dati formali delle fatture, le rende disponibili nell'area dedicata ai destinatari in base al codice fiscale riportato nelle fatture.

È obbligatoria la PEC per la fatturazione elettronica?

Anche la PEC è dunque soltanto un canale tramite cui il SdI può inviare i documenti ai cessionari, ma non il solo canale. I soggetti interessati possono accreditare un canale differente rispetto alla PEC, quindi non esistono prescrizioni in capo ai consumatori in relazione alla disponibilità di una casella di Posta Elettronica Certificata. Non esiste alcun obbligo di richiesta della PEC per l'emissione di fatture elettroniche nei riguardi dei clienti. In definitiva, l'assenza di tali informazioni non preclude la correttezza della fatturazione elettronica.

Obbligo fattura elettronica per il regime forfettario

Interessante novità in arrivo per il regime forfettario dal prossimo 1° luglio, a partire da quella data scatterà infatti l'obbligo della fattura elettronica. La novità rientra nell'ambito delle misure contro il fenomeno dell'evasione fiscale previste dal decreto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Tra qualche mese cambieranno le regole per coloro che sono in regime forfettario, che ad oggi non sono obbligati all'emissione e alla ricezione di fatture elettroniche avendo la possibilità di rilasciare le fatture in forma cartacea o in PDF, fatta eccezione per le fatture emesse in favore della PA. Scopriamo di seguito cosa comporta la novità in arrivo e la relativa fase transitoria.

Obbligo fattura elettronica per il regime forfettario: si parte il 1° luglio 2022

La novità della fattura elettronica per il regime forfettario arriva con l'approvazione del decreto per l'attuazione del PNRR da parte del Consiglio dei Ministri del 13 aprile 2022. Obbligati alla fattura elettronica anche le partite IVA che applicano la flat tax, insieme alle associazioni dilettantistiche sportive e ai contribuenti in regime di vantaggio. Dovrebbero restare esclusi dall'obbligo della fatturazione elettronica i soggetti con compensi o ricavi fino a 25mila euro. Le partita IVA che applicano la flat tax fino a 25mila euro di compensi o ricavi dovrebbero dunque continuare ad essere esonerate dall'obbligo.

L'obbligo della fattura elettronica per il regime forfettario scatterà dal 1° luglio 2022 ma, secondo le prime indiscrezioni, per i primi 3 mesi sarà permesso emettere il documento entro la fine del mese seguente rispetto al mese di effettuazione delle operazioni senza che venga applicata nessuna sanzione. Riepilogando, per effetto dell'estensione della fatturazione elettronica, dal 1°luglio 2022 sono tenute alla nuova disposizione le seguenti categorie:

  • i soggetti in regime di vantaggio (art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011);
  • i soggetti in regime forfettario (art. 1 commi da 54 a 89 della L. 190/2014);
  • le associazioni dilettantistiche sportive (artt. 1 e 2 della L. 398/91).

Obbligo fattura elettronica per il regime forfettario: per il terzo trimestre termine di emissione più lungo

Per il terzo trimestre 2022, dal primo luglio al trenta settembre 2022, è previsto per i nuovi obbligati un termine di emissione più lungo. Tali soggetti, infatti, potranno emettere le fatture elettroniche entro la fine del mese seguente a quello in cui sono state effettuate le operazioni. La scadenza per l'emissione delle fatture elettroniche fissata in via ordinaria a 12 gg dalla data delle operazioni viene dunque temporaneamente allungata, senza l'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 6, comma 2, del decreto n. 417/97.

Tuttavia è bene ricordare come le emissioni tardive di fatture elettroniche comportino una sanzione che va dal 5% al 10% dei corrispettivi non registrati o non documentati. La sanzione va da 250 fino a 2.000 € nel caso in cui la violazione commessa non rileva ai fini della determinazione dei redditi.

Obbligo fattura elettronica per il regime forfettario: emissione documenti

Per le emissioni delle fatture elettroniche i professionisti in regime forfettario devono avere un software che consente di sviluppare, emettere e scambiare le fatture in XML nel Sistema di Interscambio (SdI). In ogni caso, resterà la possibilità di usare la sezione specifica "Fatture e Corrispettivi" del sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. Un portale che consente di fruire gratuitamente di diversi servizi con i quali sarà possibile:

  • generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche (verso privati e Pubblica Amministrazione);
  • trasmettere alcuni dati delle fatture all'Agenzia delle Entrate;
  • ottenere i certificati per memorizzare e trasmettere telematicamente e in sicurezza i dati dei corrispettivi.

Una serie di servizi per permettere la fatturazione elettronica in modo trasparente, veloce e sicuro.

Conclusioni

Detto della correttezza delle fatture elettroniche anche in mancanza di SDI o PEC, l'indicazione della PEC o del codice destinatario resta in ogni caso opportuna e funzionale. Una maniera pratica per facilitarne la consegna. A tal proposito, ricordiamo come il codice destinatario sia il riferimento di un canale telematico regolarmente accreditato, mentre la PEC è la casella di Posta Elettronica Certificata dei destinatari, dove le imprese possono decidere di ricevere le fatture.

Necessaria, inoltre, la conservazione delle fatture elettroniche per dieci anni. Trattasi di una procedura regolamentata tecnicamente dalla norma che consente la conservazione dei documenti in formato digitale, mantenendo il valore legale delle fatture elettroniche stesse. La modalità di conservazione digitale delle fatture elettroniche tutela gli interessati da sanzioni, oltre a limitare i rischi di perdite e il consumo di carta.

Autore: Loris Modena

Loris Modena

SENIOR DEVELOPER

Per Ind Loris Modena titolare di Arte e Informatica, inizia a lavorare nel settore informatico nel 1989 quale sistemista addetto alla manutenzione e installazione di sistemi informatici. Inizia a programmare per il web nel 1997 occupandosi di programmazione CGI in PERL e successivamente passando alla programmazione in PHP e JavaScript. In questo periodo si avvicina al mondo Open source e alla gestione di server Linux. 

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